Banda larga e fibra plastica


Luceat S.p.A. progetta la banda larga per tutti

L’azienda bresciana partecipa ad un consorzio d’imprese ed università finanziato dalla Commissione Europea per la diffusione in Europa della banda larga attraverso l’uso della fibra plastica

Il 1° gennaio 2006 ha preso il via un progetto, finanziato con i fondi del VI Programma Quadro dell’Unione Europea, finalizzato allo sviluppo di una nuova tecnologia, che dovrebbe consentire l’accesso ad Internet a velocità molto superiori a quelle di un normale collegamento ADSL, ma a costi inferiori rispetto a quelli degli attuali collegamenti in fibra ottica.
Tale progetto è stato avviato da Luceat e dall’Istituto Superiore Mario Boella, centro di ricerca torinese specializzato nelle comunicazioni wireless e nell’alta tecnologia.

L’interesse dell’argomento ha permesso di coinvolgere importanti partner industriali e di ricerca, tra i quali Fastweb ed STMicroelectronics per l’Italia, il Fraunhofer Institut per la Germania e l’università di Eindhoven per l’Olanda.

Il progetto, dell’importo complessivo di €2,6 milioni, dei quali €1,6 milioni finanziati dall’Unione Europea, avrà durata di 30 mesi e terminerà il 30 giugno 2008.

Lo scopo è realizzare un “modem ottico” fino a cento volte più veloce di un modem ADSL tradizionale, grazie al quale sarebbe possibile, ad esempio, scaricare un film in qualità DVD in meno di tre minuti. La nuova tecnologia garantirebbe anche una velocità collegamento in download eguale a quella in upload, a differenza di quanto accade oggi, il che renderebbe possibile trasferire files di grandi dimensioni in tempi brevissimi tra utenti privati (il cosiddetto peer to peer).

Le grandi compagnie telefoniche hanno finora puntato sulla tecnologia ADSL per l’accesso di massa ad Internet per motivi di costo: il cablaggio in fibra ottica è riservato alle aziende in grado di pagarlo, o ai fortunati che si trovano nelle città coperte dal servizio di Fastweb (in Italia). Grazie all’uso della fibra ottica plastica, simile alla fibra ottica ma fatta, come dice il nome, di plastica anziché di vetro, sarà possibile abbattere i costi drasticamente e permettere così a chiunque di avere un accesso “ottico” ad altissima velocità alla Rete.

Il vantaggio della fibra plastica è che chiunque può installarla in casa propria, anche da solo e con un semplice paio di forbici, uno spelacavi ed una pinza (http://www.luceat.it/terminazione.htm). Il cavo è molto sottile, passa anche nelle canaline più ingombre e può essere posato insieme ai cavi della corrente, nel rispetto delle normative sugli impianti.

Con questo progetto sarà possibile rilanciare le sorti delle aziende europee in un settore, quello della banda larga, in cui le aziende americane, Cisco in testa a tutte, la fanno da padroni. Le ricadute saranno significative anche in termini occupazionali, e potrebbe perfino nascere una nuova economia, resa possibile dalle innumerevoli possibilità dischiuse dall’accesso democratizzato alla banda larga.

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