WiFi? Una università canadese lo ritiene pericoloso e prudentemente lo mette
al bando all'interno della struttura
- Subject: WiFi? Una università canadese lo ritiene
pericoloso e prudentemente lo mette al bando all'interno della
struttura
- From: "Info Cfa-Monferrato" <info@cfa-monferrato.it> (by way of Alessandro
Marescotti <a.marescotti at peacelink.it>)
- Date: Thu, 23 Feb 2006 20:44:02 +0100
Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM ONLUS (http://www.gevam.it/).
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it/
WiFi?
Una università canadese lo ritiene pericoloso e prudentemente lo mette al bando
all'interno della struttura
Fonte: Punto Informatico http://www.punto-informatico.it/
Lo
decidono le autorità di una università canadese che vietano l'uso di apparecchi
WiFi all'interno delle strutture didattiche. Nessun divieto invece per
telefonini, forni a microonde e altri sparawireless
Roma - Una
decisione clamorosa è stata assunta dalla direzione della Lakehead University
canadese, ovvero quella di mettere al bando la copertura WiFi dell'ateneo e, più
in generale, di vietare l'uso di dispositivi WiFi all'interno degli edifici
universitari.
Il motivo non va ricercato in un'anacronistica e improbabile
censura quanto invece nel timore espresso dal rettore dell'Istituto, Fred
Gilbert, per la salute di docenti e studenti. Sebbene non vi sia alcuna prova
che i campi elettromagnetici sviluppati da attrezzature come quelle di
connettivitÃ
wireless siano dannosi, secondo Gilbert non si sono neppure
prove che indichino il contrario, in particolare quando a questi campi sono
esposti i più giovani. Anzi, Gilbert segnala come significativo uno studio della
Commissione per le Public Utilities californiana secondo cui è necessario
investigare ulteriormente, vista la possibilità che vi siano rischi per
la
salute. E cita anche l'OMS, l'Organizzazione mondiale della Sanità , che
tende ad escludere i rischi - spiega Gilbert - ma non al 100 per cento.
Va
detto che la "chiusura" verso il WiFi da parte dell'ateneo non è una cosa nuova
ma è emersa solo di recente dopo che il network televisivo CBC ha dedicato alla
questione un servizio, nel quale lo stesso Gilbert ha sostenuto che vi sarebbero
studi secondo cui questo genere di tecnologia è
potenzialmente un rischio.
"Questi rischi - ha dichiarato - sono particolarmente rilevanti per i tessuti in
rapida crescita dei giovani e la maggior parte dei nostri studenti sono ancora
nell'età della crescita, ed è quindi soltanto una precauzione e un voler fornire
un ambiente che evita di
porre un rischio potenziale".
A spingere Gilbert
e il collegio accademico verso questa direzione sarebbero anche alcuni casi di
elementi che in passato hanno influito sulla salute ma il cui impatto si è
capito solo con decenni di ritardo, come con il tabacco o l'amianto. D'altra
parte l'ateneo, ha sottolineato Gilbert, offre altri
generi di punti di
accesso alla rete in moltissime aree del campus universitario, "nodi" che
consentono di accedere facilmente alla rete a fibre ottiche con cui è collegata
la struttura didattica.
"Quello che voglio dire - ha anche spiegato il
rettore - è che mentre gli scienziati ci lavorano, io non intendo creare una
struttura che può tradursi in una esposizione potenzialmente rischiosa per gli
studenti. In generale, i rischi sono maggiori dove si trovano le antenne e gli
hotspot wireless, ma è
proprio lì - ha aggiunto - che gli utenti tendono a
ritrovarsi perché ottengono il segnale migliore". Inutile dire che la notizia
del bando del WiFi sta rapidamente facendo il giro della rete. BoingBoing
osserva: "E che dire allora dei telefonini, dei walkie-talkie a 2,4 Ghz o dei
forni a microonde?" Tutti dispositivi a forte impatto elettromagnetico ma
utilizzati senza problemi all'interno del campus.
Visitate il
sito http://www.cfa-monferrato.it/ per disporre di una panoramica esauriente di tutto quanto avviene ed ha
ripercussioni sull'ambiente.